motivazioni

e se mai qualcuno si fosse chiesto perchè goldie abbia scelto di studiare ingegneria, ecco la vera motivazione!

Per i soldi si valutano eventuali ricconi di bella presenza ;)

bamboccioni e privilegi

A volte leggendo qualche articolo di noti quotidiani online, goldie si sofferma nella zona commenti, e le capita di domandarsi se la maggior parte dei commentatori sia subnormale o se rappresenti veramente la stragrande maggioranza degli italiani. Ciò che  l’ha sempre colpita è il livore di alcune persone pronte ad ergersi a giudici e giuria delle altrui vite e scelte, e la totale mancanza di empatia nei confronti non solo di chi la pensi diversamente, ma di chiunque, a prescindere.
Qualche giorno fa le è capitato di leggere una lettera aperta di una stagista, che sopravvive con 300 euro al mese. I più gentili si sono limitati a dire che avrebbe dovuto smettere di fumare e di permettersi una coca cola quando esce con gli amici, vizi costosi e inammissibili, come se la cosa strana fosse che lei si ostinasse a fumare, e non il fatto che con quel lavoro non si potesse mantenere neppure una camera in affitto. Molti altri hanno semplicemente accusato la ragazza in questione di essere una “bambocciona” che vive a spese della famiglia, portando loro stessi come esempio di chi ha saputo studiare e lavorare e mettere su famiglia e casa con molto molto meno (bah…).
Oggi ha avuto la stessa sensazione, quando di fronte alla proposta di cancellazione del regime fiscale di esenzione totale dei contratti per i giovani ricercatori, ha letto commenti mirati alla demonizzazione della condizione “privilegiata” dei ricercatori italiani. Non è la prima volta che goldie viene “accusata” di essere una privilegiata: le hanno detto che infatti è un privilegio poter lavorare nel proprio campo di studi, che lo è potersi permettere di vivere con lo stipendio che ha (???), che è fortunata perchè l’amica che ha figli non potrebbe permettersi di fare ricerca dovendo pensare alla famiglia (curioso, perchè goldie pensa che non potersi permettere una famiglia sia penalizzante, ma questi sono punti di vista).  Tra commenti acidi di chi considera i ricercatori come “gente che non vuole crescere e si parcheggia a rubare denaro pubblico”, e altri che denotano semplicemente che a parlare spesso sono persone che non hanno la minima conoscenza dei fatti, adesso deve sentirsi privilegiata pure per lo stipendio (notoriamente favoloso!) di cui gode.
La cosa assurda è che lei è contenta e soddisfatta di quello che ha, che ha fatto delle scelte, e che (per ora) continuerà su questa strada e si sente davvero privilegiata perchè, con la situazione attuale, avere un contratto anche se precario è un lusso, ma quel che proprio non digerisce è questa necessità che hanno tutti di sparare per il puro gusto di farlo.
Chissà cosa saranno pronti a dire tutti i detrattori che si sono scatenati contro la ricerca quando i medici specializzandi inizieranno il loro sciopero…

non si può mica andare avanti così!

Era tutto preventivato: l’agitazione, il senso di inadeguatezza, il panico strisciante, ma adesso è troppo, troppo presto! Una settimana fa goldie ha ricevuto una mail con le linee guida per la presentazione che dovrà tenere alla prossima conferenza negli States, e da quel momento il terrore ha iniziato a concretizzarsi sotto forma di incubi vari e momenti di sconforto. Sapeva che avrebbe reagito malissimo al pensiero di parlare di nuovo in pubblico, ma iniziare a sudare freddo con un mese di anticipo è decisamente sbagliato!

lenta e inesorabile

Pettine e spazzolino, magliette e pc… vari oggetti personali iniziano a colonizzare gli spazi vuoti della casa. La goldie-avanzata ha allestito il campo base tra camera e bagno, occupando un vecchio armadio e una mensola abbandonati dalla ritirata dei vecchi occupanti. La cucina è ancora terra di nessuno, tra rubinetti che perdono, stufe irrecuperabili vestigia di un’apocalisse post studenti, e pensili depressi con tendenze  suicide. Goldie ha fissato la posizione con un repentino cambio di serrature, che non si sa mai quante copie delle chiavi di case per studenti siano in circolazione, ha interpellato la società del gas e quella dell’acqua, scoprendo il vaso di pandora delle morosità lasciate sul suo percorso, e ha conquistato un fornelletto da campo, per assicurarsi la sopravvivenza (caffè caffè!!!). Per ora ha l’indispensabile per vivere nella sua casetta, anche se l’aspetto generale ricorda più quello di un accampamento, ma sa che piano piano inizierà a rimuovere i detriti e ricostruire e quelle che adesso sono solo mura spoglie e oggetti sparsi diventeranno una vera casa, e per di più la sua casa. Ci vorranno un po’ di tempo, un po’ di soldi, e molta pazienza, ma un pezzetto alla volta ogni cosa andrà al suo posto. Anche lei :)

la prima valigia

Lo aveva detto, e finalmente è riuscita nell’impresa: goldie ha comprato casa! Ad una settimana dal rogito, ha aperto la porta di casa SUA, con le SUE chiavi, aggrappandosi alla sua valigia come se fosse una sorta di oggetto totemico in grado di infonderle il coraggio necessario ad iniziare questa nuova avventura. Ha con se’ poche cose essenziali che in questi giorni si farà bastare per la sopravvivenza. In casa c’è solo un materasso, e ancora non ha neppure l’allaccio del gas, ma l’acqua c’è e quello per ora basta. Questa sera rientrerà dall’ufficio, toglierà le coperte dalla valigia, e per la prima volta saprà di essere a casa.

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Metro ha compiuto due anni ed io non me ne ero accorta!

Miii, come invecchio male!

solo un po’ freak

Domenica mattina. La valigia è semi aperta in mezzo alla stanza da 18 giorni, da quando l’ex-coinquilino pazzo ha affittato la camera in cui stava goldie dandole mezza giornata di preavviso per riprendere le sue cose. Da allora lei ha ricominciato una vita da pendolare a cui non era più abituata e a cui non riesce a riabituarsi. La sveglia presto. Il rientro tardi. Auto-treno-bus-camminata-lavoro-camminata-bus-treno-auto. Poi cena e collasso. Fin’ora non c’è stato il tempo di rispacchettare per l’ennesima volta la sua vita, e prepararsi al prossimo trasloco. Un sacco con le coperte è sotto la scrivania, e la valigia è stata aperta solo alla ricerca di un carica batterie. Il cielo è di un grigio tenue ma uniforne, intonato al suo umore. Goldie rovescia a terra il contenuto della valigia, e inizia a smistare ciò che potrebbe servirle a breve, e ciò che invece finirà in altre scatole e cassetti a Goldieville. Poi apre i cassetti e gli armadi, seguendo l’istinto all’ordine compulsivo che la contraddistingue da sempre e che si scatena senza freni inibitori quando il suo stato d’animo è impaludato nella melma grigia di questi fine settimana casalinghi. Svuota, piega, impila, sposta in un tetris di maglioni, camicie e biancheria. A volte trova qualcosa che aveva dimenticato da secoli, qualcosa di comprato e mai messo, o di ricevuto attraverso qualche strano asse ereditario… una camicia di quando sua madre aveva la sua età (o probabilmente molto meno), una cintura della cugina modaiola, una maglietta dello zio gigantesco, che a lei fa da vestito. Goldie seleziona con cura le cose più strane e gli accostamenti più improbabili, trova oggetti fuori moda e antiquati, accessori nuovi di pacca, alcuni capi decisamente retrò. Mentre sistema i cassetti, lascia fuori ciò che stuzzica il suo lato freak, fino ad ottenere una stanza perfettamente ordinata e dei vestiti distrattamente gettati sul letto. Forse una persona normale si sarebbe disfatta di quella “robaccia”, ma c’è qualcosa di affascinante in quel cumulo di oggetti illogicamente accostati. Li prova, e con soddisfazione si accorge di entrare ancora in tutti quei capi, che per la maggior parte non appartengono neppure a lei. E la persona che la guarda dallo specchio non sembra nemmeno così male. Certo, strana forte, e senza il coraggio necessario ad uscire in pubblico, ma proprio niente male. Le mancano solo dei dadi e bulloni, e qualche accenno di ingranaggio qua e là… ma, guarda caso, lei ha un’officina proprio accanto all’ufficio.
A volte non è facile essere freak e voler essere socialmente accettabili.

il genio c’è, e si vede!

Ci sto girando intorno da un po’, più o meno da quando l’ho scoperto casualmente cercando immagini online e ho pensato “quest’uomo è un genio, e devo per forza parlare di lui”. Avrei voluto scriverne “seriamente”, al punto da averlo contattato per chiedergli il permesso di usare le sue immagini, e lui, gentilissimo, mi ha dato l’ok. Eppure non c’è assolutamente nulla che io riesca a dire, perchè le sue foto parlano da sole molto più efficacemente di quanto le mie parole potrebbero mai fare, e il massimo che posso raccontare sono le mie impressioni guardando i suoi lavori.

Lui si chiama Terry Border, ed è un autentico genio.
E’ un genio perchè prende piccoli oggetti comunissimi e riesce a dargli vita.

E’ un genio, perchè quando hai un uovo, del fil di ferro e un pollo arrosto, e riesci a far provare un’emozione, e a far “intuire” l’espressione che potrebbe avere un semplice oggetto inanimato che espressione non ha, allora sei un genio.

E lo so che sono una single sfigata, ma se mi fai provare “invidia” perchè queste due banane sono tenerissime e la loro serata è stata sicuramente migliore della mia… bhè vuol dire che la mia vita va rivista, ok, ma anche che sai vedere il mondo con una sensibilità fuori dal comune, o meglio, che vedi cose che a noi comuni mortali non è dato vedere, e, cosa ancor più rara e sorprendente, che riesci a comunicare ciò che vedi.

Lascio ancora un paio di immagini tratte dal suo blog, che merita sicuramente almeno una visita al giorno, tanto per imparare a guardare la nostra cucina ed i suoi abitanti come un mondo nuovo, pieno di vita e di avventure.

Ringrazio tantissimo Terry Border per avermi permesso di utilizzare le sue foto per questo post.

 

 

lo voglio conoscere!

lo voglio conoscere!

paperi aStrali

Era una serena notte di dicembre, quando uno spettacolare halo annunciava a goldie e al mondo (la modestia si spreca) l’accettazione del suo articolo ad un’importante conferenza mondiale.
Ieri un altro magnifico evento celeste è stato foriero di una notizia simile, e, salvo restrizioni di budget dell’ultimo minuto, questa volta sarà lei e non il suo capo ad andare a presentare il suo articolo negli States.

Ma per quanto queste “coincidenze” siano molto emozionanti, goldie spera che la sua carriera accademica non si dimostri esclusivamente legata ad eventi di portata planetaria, a meno che non si portino dietro anche una carriera stellare!!!

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