the kindness of strangers

Fine Novembre. Piccole luci piovono sulle strade della città, gli ambulanti affollano le viuzze del centro con bancarelle piene di cose inutili e colorate. Gli ipermercati aprono i battenti senza più pause domenicali esponendo addobbi e giocattoli, promettendo offerte speciali e risparmio per tutti, insieme a tanta, tanta felicità che riempirà la nostra vita non appena avremo consegnato vari stipendi alla cassa. La gente riempie le strade, scruta le vetrine, si accalca tra le bancarelle, mentre i bambini si incantano davanti ai negozi di giochi compilando la lista dei propri desideri.

Goldie cammina sola e silenziosa. Non ha la sua eos al collo, ma una mirrorless presa in prestito, giusto per decidere se se la regalerà per Natale oppure no. Cerca di rubare qualche scatto alla gente, di fissare un istante che abbia qualche significato, di trovare una luce o uno sguardo, un dettaglio che meriti di essere congelato e impresso sul sensore. Nelle strade affollate e chiassose goldie riesce a isolarsi in un silenzio ovattato; invisibile agli occhi del mondo si perde nel pozzo scuro dei suoi pensieri, solca a passo svelto la folla compatta lasciandosi guidare dai suoi passi. Non ha una meta, non vuole una meta, vuole solo camminare e scattare e uscire di casa dopo gli ultimi fine settimana passati nell’inedia più totale.

Poco lontano dalla strada principale Mr Hide sta appoggiato ad un muro fissando il moto browniano dei passanti. Ha lo sguardo stanco di chi ha passato troppe notti insonni ed è tormentato dai propri pensieri e l’espressione triste di chi conserva con cura le proprie debolezze nascondendole sempre a tutti dietro una risata, salvo poi farne riaffiorare il peso quando nessuno lo osserva. Una ruga improvvisa solca la sua fronte quando percepisce lo scatto e, girandosi, si trova a fissare l’occhio vitreo della piccola Lumix stretta tra le mani di goldie. Sorpreso, stupito osserva con aria interrogativa una goldie sorpresa, imbarazzata e il suo sorriso teso, di chi non sa come giustificarsi. Poi le chiede se può vedere la foto.

Sembro vecchio.

Sembri stanco. E molto triste.

Forse è perché lo sono.

Mr Hide non le chiede il perchè di quella foto, ne’ le chiede di cancellarla. Si siede su un gradino e le restituisce la macchina fotografica con un sorriso. Prova a fare una battuta ma non gli riesce molto bene. Goldie riprende la Lumix e la infila distrattamente in tasca.

Non serve fingere con me: è il bello di essere estranei. Non dobbiamo far finta che tutto vada bene, se non ci va.

Non c’è alcuna ragione al mondo per cui lei resti lì abbandonando il buon senso, nessuna ragione per sedersi sullo stesso gradino con uno sconosciuto, in una strana solitudine appena ad un passo dalle luci e dai rumori. Eppure è un nulla il movimento naturale e fluido con cui lei si siede lì accanto, stringendosi nel cappotto mentre le ultime luci del giorno scompaiono e restano solo gli addobbi e i lampioni a illuminare la strada. Dal silenzio e dal buio lentamente prendono forma le loro vite, tra confidenze irrazionali e mezze verità, tra una battuta e un nodo alla gola.
Quella ruga profonda tra le sopracciglia di Mr Hide si distende piano piano in un sorriso, ma questa volta vero, e vivo, un sorriso dolce e malinconico che illumina i suoi occhi scuri. E goldie sente la sua stessa voce raccontare pensieri mai detti, sogni e disillusioni e speranze. E’ naturale. E’ folle. Due estranei nel buio più vicini di chiunque altro.

21 risposte a the kindness of strangers

  1. Ally martedì, 29 novembre 2011 alle 17:39

    Bellissimo questo racconto. Mi ha fatto piacere leggerlo e grazie per averci reso partecipi. :)

  2. AD Blues martedì, 29 novembre 2011 alle 20:48

    Bella storia.
    Ma la foto poi si può vedere?
    E poi come funziona questa Lumix? A me hanno parlato benissimo della Samsumg Nx1 ( se non sbaglio)

    —Alex

    • goldie martedì, 29 novembre 2011 alle 21:03

      La foto fa schifo, luce pessima, taglio insensato. Sono proprio incapace nel fotografare senza farmi notare. La piccolina invece (una gf1) è molto molto caruccia, soprattutto leggera, tascabile, ottima qualità. Montavo un 20mm f 1.7. Direi che se la cava egregiamente!

  3. Ramingo mercoledì, 30 novembre 2011 alle 09:28

    Non sei pazza a fidarti della gente ;) .
    E’ vero, alle volte è più facile fidarsi ed aprirsi con gli estranei, piuttosto che con persone conosciute da una vita :)

    • goldie mercoledì, 30 novembre 2011 alle 10:38

      è vero, è più facile parlare con chi non ha legami con noi… anche se la canzone che ho preso in prestito a Nick Cave per il titolo del post avrebbe dovuto insegnarmi a fare attenzione!

      • Ramingo giovedì, 1 dicembre 2011 alle 05:09

        In parte ti do ragione, ma se non osassimo un po’, rimarremmo sempre come siamo. Le altre persone, anche quelle conosciute per caso, ci permettono di migliorarci, o, quantomeno, di passare una serata piacevole :) .

      • goldie giovedì, 1 dicembre 2011 alle 11:23

        :) ho la brutta (?) abitudine di fidarmi della gente e forse il mondo non fa così schifo, o forse sono stata sempre molto fortunata. spero solo di non finire come la povera Mary Bellows ;)

      • Ramingo venerdì, 2 dicembre 2011 alle 21:29

        Sai, io non mi fidavo degli estranei e vedevo le cose particolarmente nere.
        Per vari motivi ho iniziato a farlo, e ho scoperto che magari il nero non è proprio nero, ma solo un insieme di colori che si coprono a vicenda. E’ vero anche che bisogna stare attenti, visto che non si sa chi si ha davanti…tutto questo per dire che non credo che sia solo una questione di fortuna, ma anche il modo con cui una persona si pone agli altri :)

      • goldie domenica, 4 dicembre 2011 alle 13:16

        sono d’accordo con te… le persone mi affascinano e sanno sempre stupirmi. è anche vero che sono una catalizzatrice di vecchiette psicolabili (e dopo Mr Hide sono stata arpionata in rapida successione da due pazze disarmanti, ma questa è un’altra storia e, forse, un atro post ;) )

      • Ramingo venerdì, 10 febbraio 2012 alle 20:55

        Lo pensavo ieri sera…ci vorrebbe di incontrare persone come te a giro per il mondo :)

      • Ramingo venerdì, 10 febbraio 2012 alle 21:50

        Ero da solo a cena, stanco, reduce da una settimana particolarmente sfibrante. M’avrebbe fatto piacere una persona che avesse avuto voglia di parlare, di ascoltare ed essere ascoltata. E m’è venuto a mente quanto avevi scritto qualche mese fa, ovvero questo post :)

      • goldie venerdì, 10 febbraio 2012 alle 21:54

        a volte ci vuole uno sconosciuto con cui poter essere liberi di essere se stessi. :)

  4. Pingback: Goldie e Mister Hide « Sono Storie

  5. Pingback: Sono Storie

  6. mizaar giovedì, 1 dicembre 2011 alle 22:06

    è vero, ha ragione da vendere l’amico marco. bisognava proprio venire a leggerti! perchè la storia è molto bella e venata di melanconia, come sono le storie che parlano di sconosciuti e di confidenze

  7. Pingback: catene « metro

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