Questo blog ha partecipato alla “Giornata Nazionale Mobilitazione Donne (13 Febbraio 2011)”

Chi sono
Mi chiamo goldie e vivo in una piccola frazione di un piccolo paese alla periferia di una piccola città, con
due animaletti immaginari in affido condiviso. Mi guadagno da vivere con un assegno di ricerca all’università.
E nonostante tutto adoro essere me.
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la cosa incredibile è che in SPagna intimissimi non fa questa pibblicità—ma ah già che scema è vero, là hanno delle regole…qui invece….
Secondo me è solo una toppata micidiale. Il messaggio non arriva a chi di dovere e non è neppure efficace.
Io da maschietto ho notato la bellona ma non mi sono neppure accorto del prodotto reclamizzato perché ho pensato fosse la solita campagna di intimo femminile e quindi per me non interessante.
Boh, misteri insondabili della pubblicità, magari volevano solo risparmiare sul modello ed hanno usato quella che avevano già sotto contratto
—Alex
ciao! bentornato
Grazie.
Adesso, oltre che gestire il traumatico ritorno a casa ed in ufficio (sarà argomento di un post prima o poi) dovrò anche trovare il tempo per sistemare gli oltre 25Gb di foto che ho scattato…
—Alex
Dai dai, non fare come me! Aspetto di vedere le foto
Sì sì…
Ma son quasi 1000
Mi ci vuole tempo!
—Alex
Pingback: lo hanno fatto davvero!!! « metro
C’è sempre la possibilità che l’intimo da uomo lo indossi pure una donna. D’altra parte non è vero che voi donne amate mettere anche i nostri maglioni oppure le nostre camice?
E’ vero, questa campagna potrebbe creare degli equivoci, ma ritengo che sia stimolante o quanto meno curiosa e “invidio” il creativo che l’ha ideata, perché è una grande trovata.
Sul resto, omo maschile, l’omo che adda puzzà… parliamone.
un conto è aggirarsi con una camicia troppo grande semi-aperta e poco altro sotto, un conto coi mutandoni con patta sgonfia per mancanza di “riempitivo”! e comunque a mettere un maglione “usato” dal mio “omo maschile” non avrei problemi, ma le mutande… preferisco non pensarci!!!
quanto alla grandezza dell’idea ti assicuro che non ne sono troppo convinta: è vero, se ne è parlato e parecchio ed è tutta pubblicità, ma è anche vero che pochi uomini avevano capito che si pubblicizzasse un prodotto per loro ed erano più propensi a credere ad una linea poco femminile per donne, e molte donne hanno provato a mettere i boxer dei partner, ci hanno riso su, e non hanno minimamente colto l’idea di entrare da intimissimi a fare acquisti. Lo scopo finale può essere far parlare, e allora sei un “artista”, ma se devi “vendere” il prodotto devi analizzare meglio il target. Almeno credo… Io non sono una pubblicitaria e non me ne intendo molto, ma da acquirente so bene quale influenza abbia avuto nell’immaginario erotico maschile la ben più classica pubblicità con colonna sonora “every day and every nigth…”, e le dirette ripercussioni sulla psiche (e il portafoglio) femminile e maschile